La lettura della metafora “La passeggiata nel bosco” mi ha suggerito alcune riflessioni legate al mio lavoro di insegnante. Cosa significa formare i ragazzi? Una risposta potrebbe essere: offrire il maggior numero di conoscenze possibili, stipando in metaforiche valigie quanto gli adulti ritengono possa loro servire in futuro (un tempo si usava l’espressione “fornire un bagaglio culturale”). Si potrebbe completare la definizione aggiungendo: fare in modo che queste conoscenze comprendano un ricco ventaglio di contenuti, identico per tutti, al fine di consentire un percorso di vita che permetta di avere a portata di mano il rimedio per ogni inconveniente. Direi che la formazione è niente o poco di tutto questo, io la intendo come un viaggio in cui esploriamo luoghi nuovi, ne scopriamo le risorse, le ricchezze, le brutture; alcuni di essi ci affascinano e ci ritorniamo volentieri, proseguiamo ed ampliamo l’esplorazione arricchendo la nostra esperienza; altri li ricordiamo solamente, li abbiamo conosciuti e questo ci basta. Ecco, io credo che sia necessario pensare a strategie di insegnamento che forniscano agli studenti abilità di esplorazione, creatività, gioia della scoperta, affinché ognuno possa trovare il percorso a lui più adatto per maturare competenze e abilità. Oggi si parla di personalizzazione ma quanto effettivamente riusciamo a realizzare questo obiettivo? E’ certamente meno dispendioso confezionare abiti in serie, uguali per tutti, piuttosto che “su misura” adattandoli alle caratteristiche e ai gusti dei clienti.
Claudia
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mercoledì 18 marzo 2009
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