martedì 31 marzo 2009

Web 2.0 al MIT

Propongo questo esempio di applicazione del Web2 alla didattica attraverso la realizzazione, da parte del MIT (Massachusetts Institute of Technology), di un Open Courseware sulla ricostruzione della storia con i linguaggi visivi:


domenica 29 marzo 2009

La vera scuola ha bisogno di ...

Vorrei condividere due frasi che ho letto e ho trovato semplicemente vere, lo spirito che deve sorreggere la scuola e il processo di insegnamento/apprendimento:
"... la gioia di imparare è indispensabile alla scuola, là dove manca non ci sono studenti ma povere caricature di apprendisti" (S. Weil)
"La passione è la madre del pensiero, l'emozione è la madre della conoscenza".

Danilo

sabato 28 marzo 2009

Il pacco

Dopo aver letto il post di Andreas su “il pacco” ed aver visitato i diversi link, ho avuto delle conferme ai miei pensieri e cioè che le risorse (attuali e provvisorie) che questo nostro web ci offre sono infinite. Il problema è conoscerne fino in fondo le potenzialità, provare a sperimentarle inventando modalità di applicazione adattabili ai diversi contesti in cui ci troviamo ad operare. Certamente nella scuola occorre attenzione al “se”, al “come” e al “perché” usare gli strumenti del web e quali obiettivi si intendono perseguire. In molte realtà ci sono ancora problemi di tecnologie obsolete, specie nella scuola elementare, dove in alcuni dirigenti (sono rimasti in pochi, ma a me è toccato) stenta ad affermarsi l’idea che il nostro insegnamento vada ben oltre l’utilizzo di Word, Paint o al massimo di DVD dimostrativi. Personalmente ritengo che un blog di classe sia una bella avventura da intraprendere; oltre alle sei ragioni per realizzarlo, attinte da uno dei link del post

  • It gives your students an authentic purpose to write

  • Students have a real goal in sight when using the writing process
  • It allows your students to share their work with family members around the world.
  • It provides a way to create and explore media texts as a natural extension of the writing process.
  • It introduces your students to a new genre and form.

  • It may inspire some of your students to blog themselves and encourage them to see themselves as writers


aggiungerei la sua veste di possibile portfolio attraverso il quale l’alunno stesso, le famiglie, gli insegnanti possono prendere atto dei progressi, dei cambiamenti dei ragazzi in un percorso di formazione che non intenda solo quantificare le prestazioni. Tornando al “pacco” il concetto che mi disturba di più è che si continuino a proporre ovvietà come novità, pensando che se impacchettate, etichettate e formalizzate offrano una qualità migliore. E’ proprio l’utilizzo libero, esterno ad ogni piattaforma, che permette la nascita e la creazione di modalità nuove di connessione e produzione.
Inserisco un link, si tratta di un’intervista sul Web 2.0 suddivisa in due post http://www.oneweb20.it/24/06/2008/stefano-mizzella-didattica-e-web20/

venerdì 27 marzo 2009

L'idea di Enrico ...

"Ci saranno studi e attenzioni sull'uso delle immagini, dei video, delle musiche o sarà un semplice libro formato digitale??" Giusta osservazione la tua a proposito degli e-book che dovranno sostituire i libri cartacei!

"Proposta... i docenti della IUL realizzeranno un punto di incontro per i docenti per costruire Personal e-book!!" Ottima proposta! Io sono d'accordo e personalmente mi piacerebbe aderire alla tua idea, chissà se andrà avanti.
ciao

Danilo

mercoledì 25 marzo 2009

Flessibilità permanente

E-book vs. libri-di-carta: è davvero il modello di analisi più corretto?
Data la tematica di scottante attualità, tenendo presenti le nuove tipologie di adizioni dei libri di testo, vi segnalo questo blog davvero interessante:
http://knol.google.com/k/marco-guastavigna/flessibilit-permanente/6mt4qkarqmlp/40#

L'ho inserio anche in DELICIOUS.
Notte a tutti.

Danilo

Conoscenza, cultura, connessione, passione ...

Nel post di Andreas sul daily mi è piaciuta molto questa frase: “la conoscenza e la cultura sono fatte di apertura ad ogni novità, ogni stimolo, ogni imprevisto, ogni connessione. La sfida fondamentale relativa al futuro consiste nella capacità di aprirsi perché le più recenti grandi innovazioni sono venute fuori da essa”. E` vero, non possiamo più chiuderci nei nostri piccoli orticelli o grandi campi e coltivare la nostra personale utilità, seguendo una logica individualistica. E` tempo di condividere, di mettere a disposizione degli altri le nostre conoscenze, competenze, potenzialità, di condividere con gli altri la nostra voglia di fare e di apprendere continuamente, la nostra energia mentale e perchè no... i nostri dubbi, le nostre insicurezze e la nostra sete di conoscenza. Attraverso le connessoni e il non isolamento possiamo arricchirci degli altri, della loro energia, della loro passione di trasmettere e così possiamo crescere. La rete umana,le connessioni ci possono liberare dal nostro individualismo saccente e allora forza ... coltiviamole!
Vorrei ancora citare alcune frasi che ho letto in un documento e che mi sono parse in sintonia con quello che dice Andreas: “l’apprendimento non deve ignorare che l’intelligenza può essere guidata soltanto dal desiderio e perchè ci sia desiderio deve esserci anche piacere e gioia. Allora è necessario promuovere forme e spazi di socializzazione animati dal desiderio, creare legami sociali e di pensiero…”E ancora: “l’isolamento senza comunità è semplicemente solitudine…”

Danilo