mercoledì 6 maggio 2009

Nati digitali?

Segnalo questo post sul blog del prof. Rivoltella che ritengo interessante.



Danilo

Ops :-( mi era sfuggito il link scusate; eccolo:
http://piercesare.blogspot.com/2009/03/nati-digitali.html

martedì 5 maggio 2009

E' tempo di bilanci...

E’ giunta l’ora dei bilanci, non certo per chiudere i conti quanto piuttosto per fare il punto della situazione. Se è vero che imparare significa cambiare comportamento, posso dire che ciò si è verificato nella mia formazione legata a questo percorso sia ragionando in termini di qualità sia di quantità. I due aspetti non sono slegati in quanto la nuova conoscenza acquisita, mi porta a modificare la modalità consueta con la quale agisco; esemplifico in modo molto banale: se fino a poco tempo fa creavo sul mio desktop una cartella contenente i link ai siti di mio interesse, ora in modo naturale utilizzo Deliciuos che mi permette di avere l’accesso ad essi da qualunque postazione senza dovermi ricordare la chiavetta sulla quale ho salvato copia della cartella. Un altro aspetto è l’utilizzo del feed che mi consente di risparmiare tempo nella ricerca delle novità e degli aggiornamenti riferiti a siti ai quali accedo più spesso. Conquiste come queste, sebbene possano apparire poco rilevanti e scontate, costituiscono altrettante piccole scoperte che oltre ad agevolare il lavoro quotidiano motivano a successivi passaggi. Il corso di editing multimediale così come ci è stato proposto è stato una rivelazione ed un successo; il nostro percorso è stato certamente imprevedibile, privo di convenzioni, svincolato da scadenze temporali, stimolante e ad alta motivazione all’apprendimento spesso realizzato per tentativi. Ogni corsista ha creato, esplorato, condiviso, riflettuto ed è stato invogliato a provare la novità, a mettersi in gioco anche solo osservando i prodotti dei compagni e leggendo gli interventi. Un corso tradizionale forse avrebbe comportato una gestione più semplice da parte del docente che avrebbe trasmesso dei contenuti da memorizzare e non necessariamente da applicare. Questo avrebbe comportato certamente meno entusiasmo da parte nostra, l’ approccio allo studio sarebbe stato pianificato in modo chiaro e scandito, avremmo lavorato con precisi riferimenti ai testi e avremmo così portato a termine l’ennesimo corso incentrato sui contenuti nella speranza di una ricaduta futura di quanto appreso nel nostro lavoro. E dopo? Più niente, a parte qualche ricordo sempre più labile nel tempo.
La mia personale competenza riguardo l’editing era e rimane abbastanza limitata, per me questo è un mondo solo parzialmente scoperto, ma le soddisfazioni semplici, forse insignificanti che ho ricevuto, esito di un “mio” percorso, magari confuso, “pasticciato”, ma profondamente vissuto, costituiscono una risorsa da continuare a coltivare ed accrescere.

mercoledì 22 aprile 2009

Socializzare conoscenza e interessi

Sto rileggendo in questi giorni il libro "E-learning 2.0" di Giovanni Bonaiuti per la mia tesi sulla comunicazione non verbale e ho riscoperto delle cose già lette, ma che avevo riposto nel cantuccio della memoria. Ho pensato quindi di condividere con voi alcuni spunti sui servizi di social bookmarking: essi possono venire utilizzati come alternativa ai normali motori di ricerca, dal momento che tengono traccia di chi ha creato il tag e consentono l’accesso ai bookmark della persona, fornendo così la misura della popolarità di quella risorsa.
Dunque l’atto della ‘taggatura’ possiede un valore pedagogico, in quanto restituisce all’utente un feedback sul senso dell’informazione che si sta memorizzando; inoltre i social bookmarking hanno utilità anche come strumento di condivisione di risorse con studenti all’interno di un corso, ad esempio, per la stesura di documenti a più mani (magari con Google documenti).
Un altro elemento interessante è la strutturazione dei tag sotto forma di cloud, le nuvolette (e chi di noi non le ha utilizzate nel proprio blog?) che visualizzano le parole con una dimensione proporzionale alla popolarità del tag medesimo, fornendo così un feedback sul numero di persone che hanno utilizzato quella particolare parola chiave. Ciò che emerge dall’uso di questi sistemi è visto da alcuni come un primo avvio di Web semantico realizzato dagli utenti.
Il valore aggiunto di questi strumenti web2.0 consiste nel fatto di decidere il potenziale e il significato delle risorse in modo trasparente e condiviso e di sottrarre, agli esperti e agli algoritmi utilizzati dai motori di ricerca, l’appannaggio della catalogazione e della significazione delle fonti del sapere.

Danilo

venerdì 17 aprile 2009

A proposito di blog didattici ...

A proposito di blog didattici realizzati con gli alunni, che ne dite di questi blog di una scuola primaria della provincia di Torino?

http://direzionedidattica.comune.carignano.to.it/blog/blog.html

Danilo

mercoledì 15 aprile 2009

La crisi della scuola

Da più parti si sostiene che la scuola sta vivendo una profonda crisi; alcune cause sono da attribuire ad alunni sempre meno studiosi, famiglie poco disponibili alla collaborazione e sempre più competitive con l’istituzione, insegnanti sfiduciati e poco desiderosi di cambiare le cose. Questi professionisti infatti avvertono un senso di inadeguatezza, di fallimento personale perché l’equazione insegnamento = apprendimento pare in molti casi non funzionare. Insegnare è una professione che non dà certezze, ma è foriera di imprevisti e spesso pone in luce contraddizioni. A parte rari felici casi di ricerca di adeguamento ed adesione alle innovazioni, un gran numero di docenti tende a perdere la sua identità e qualificazione professionale senza che queste vengano sostituite con qualche nuova iniziativa. L’insegnante non può pensare di applicare all’infinito repertori standard, ma la una cassetta degli attrezzi deve essere aperta, rimodernata, aggiornata e soprattutto usata. Ciò che prevale nelle nostre scuole è ancora una prassi standardizzata incentrata sulla quantità e molto meno sulla qualità. Di fronte a queste manchevolezze, il pericolo è che il soggetto che apprende viva la scuola come un dovere, un adempimento da assolvere e per riprendere quanto già sostenuto da più parti, abiti un non luogo, quindi rifugga da una consapevole formazione. L’autonomia scolastica può essere il mezzo per venire incontro alla diversificazione degli interventi, nel rispetto delle intelligenze dei discenti e dei contesti in cui essi vivono, ma anche in questo caso ciò che di vorrebbe fare è molto diverso da ciò che si può effettivamente realizzare spesso in virtù di un risparmio statale o locale. Uno degli aspetti di crisi della scuola è sicuramente dovuto anche ad un sovraccarico di funzioni a lei attribuite che contribuiscono a diffondere un senso di impotenza ed inadeguatezza. La crisi avvertita non è nata oggi, condivido la teoria che le tecnologie ne abbiamo accelerato il manifestarsi; esse infatti hanno creato un nuovo ambiente, hanno generato una nuova alfabetizzazione, nuove fonti di informazione che sovente la scuola e la famiglia stentano a controllare, nuovi modi di comunicare e di creare comunità. Forse mancava solo la scintilla che desse il via ad una palese richiesta di cambiamento che prima emetteva soltanto un po’ di fumo senza riuscire a destare allarme.

martedì 14 aprile 2009

Acceptable Use Policies for Internet Use

Rimeditando su un argomento che era emerso durante uno degli ultimi incontri sincroni con Andreas e cioè sulla Politica di uso accettabile di Internet, ho fatto alcune ricerche e ho trovato utili indicazioni su questo sito di cui condivido l'URL e che ho provveduto ad inserire anche in DELICIOUS:
http://www.media-awareness.ca/english/resources/special_initiatives/wa_resources/wa_teachers/backgrounders/acceptable_use.cfm

Danilo

venerdì 10 aprile 2009

I nostri giovani

I giovani sono una grande risorsa! Quando leggo i loro commenti nei blog indicati da Andreas (visto il grande numero, non riuscirei proprio a visionarli tutti) ho la conferma della ricchezza e delle potenzialità che traspaiono da ciò che scrivono. Credo di imparare e di aver imparato molto dalle nuove generazioni, non appartengo alla categoria di coloro che guardano ai ragazzi con diffidenza, che li giudicano incompetenti in virtù della loro giovane età. Al contrario è proprio il loro modo di affrontare le esperienze in modo spontaneo, senza timore di mettersi in gioco, di esporsi in maniera costruttiva senza fini di protagonismo che permette loro di “attivare” la creatività e far fronte alla novità in modo originale ed imprevedibile. Le nostre menti di adulti rintanati nelle personali fortezze fatte di presunta esperienza ci portano più a consolidare che a creare; per noi è più complesso e faticoso, anche se non impossibile (non saremmo qui insieme a completare un corso universitario), capire e rapportarci con il nuovo. Un grande elemento del mio PLE è certamente mio figlio, se durante i primi anni di vita è stato sostenuto ed “alfabetizzato” al mondo, ora proprio lui è diventato la mia bussola insostituibile per orientarmi nella modernità fatta di connessioni, di flessibilità, velocità e cambiamenti.