mercoledì 18 marzo 2009

Una passeggiata... meditata

Leggendo il post di Claudia, il materiale messo a disposizione da Andreas e i vari altri blog che stanno crescendo e moltiplicandosi (quasi che ti senti perso se non riesci a stare dietro alle novità che ogni giorno appaiono) ... mi è venuta spontanea una riflessione: è bello uscire dal seminato, dal già conosciuto, dai luoghi sicuri della nostra piattaforma che ti fanno sentire più competente... anche se sai di non esserlo! E` bello camminare in un bosco di cui non conosci altro che la strada che stai facendo hic et nunc; è vero... rischi di perderti, ma ti rendi anche consapevole di tutte quelle bellezze che non conoscevi perchè ti nascondevi dietro alle tue certezze, come dietro ad un dito! Allora sì che ti saresti perso e avresti perso: perso la possibilità di arricchirti di conoscenze (come stiamo sperimentando noi), perso la possibilità di 'connetterti' con altri che ti possono arricchire, perso la possibilità di conoscere nuovi strumenti che ti daranno la voglia e lo stimolo per rinnovare realmente il tuo modo di relazionarti con gli alunni e di stimolarli.
E poi la cosa più bella di questa 'passeggiata nel bosco' è che non sei solo, che senti altri passi, su altri sentieri, non li vedi ma li senti... e poi ad un certo punto ti accorgi che ci sono e vedi le loro foto nella finestrella dei lettori del tuo blog e capisci che sei connesso e questo ti rende felice!

Danilo

2 commenti:

  1. Vero quanto dici Danilo. la piattaforma IUL era un luogo conosciouto, familiare. Dava sicurezza come essere a casa propria, nella propria città. Diverso è uscire, andare in altri luoghi, avventurarsi in ambienti sconosciuti. E' più rassicurante farlo in compagnia.

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  2. Caro Danilo, leggendo il tuo post e soprattutto la considerazione che non siamo soli durante la nostra passeggiata, mi è tornato in mente un ricordo d'infanzia.
    D'estate, amavo tantissimo andare a spasso per i boschetti e le campagne con mio zio, mio fratello e i cugini. Ci divertivamo a giocare , più che a osservare, ma quando lo zio si fermava a guardare qualcosa, gli eravamo tutti attorno. Ricordo con affetto questo zio, che ci faceva scoprire qualche animaletto sotto un sasso o un albero particolare. Mi stupiva che avesse un nome per ciascun essere vivente che incontravamo e che di ciascuno sappesse raccontarci qualcosa di affascinante.
    Non era la gita scolastica con un professore erudito, ma la passeggiata con qualcuno che ti introduce in un gruppo di amici.
    Ho una sensazione simile , rispetto a questa esperienza di blogging : mentre esploriamo un luogo nuovo, incontriamo compagni di passeggiata, che ci presentano con naturalezza aspetti del paesaggio, che da quel momento cominciano avere un nome e non sono più oggetti misteriosi. Ciao!

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